Attraverso la conoscenza e il rispetto, emerge la possibilità di scambio tra uomo e cavallo.L'etologia studia il comportamento naturale, sui i bisogni biologici e le modalità con cui la specie si è evoluta per vivere nell'ambiente: ci guida nell'osservare, comprendere e relazionarsi con l'animale.Ci basiamo sulla comunicazione, non sulla coercizione, per ricercare una collaborazione autentica, in cui il cavallo possa esprimere la propria soggettività e partecipare attivamente alla relazione proprio come con i suoi simili.
attività
Cerchiamo di proporre attività non solo pensando al nostro interesse, ma anche ai bisogni del cavallo.Per questo alle attività da terra, che mantengono allenate la comunicazione e l'interazione positiva tra uomo e cavallo, affianchiamo le uscite. Nelle passeggiate, escursioni e nei trekking si risponde in particolare ai bisogni esplorativi dell'animale. L'esplorazione avviene su due livelli:
spaziale, stimolando la curiosità e la capacità di affrontare gli stimoli di ambienti nuovi;
sociale, supportando la sicurezza di sé, la fiducia nell'altro, le competenze comunicative.
gestione naturale
La gestione si ispira all'habitat originario dei cavalli per garantire salute fisica e psichica:
ampi spazi, che garantiscono movimento e stimoli ambientali;
abbondanti risorse, erba dalla primavera all'autunno e fieno d'inverno. Sono sempre disponibili per evitare competizione, stress e patologie;
socializzazione, i cavalli vivono in branco che garantisce sicurezza, trasmissione di conoscenze e abilità, affetto e vicinanza.
comunicazione non verbale
La natura del cavallo è sociale e possiede regole di comunicazione, per trasmettere informazioni, stati d’animo, fare richieste ed accoglierle. Rifiutiamo il paradigma del cavallo come mero esecutore di richieste del “cavaliere". Per costruire e mantenere la relazione con il cavallo, bisogna lavorare su di sé: adattarsi ad nuovo linguaggio, e così riscoprire caratteristiche comunicative innate, profonde e nascoste, un nuovo rapporto con il proprio corpo. Con questa premessa, abbiamo selezionato cinque principi:
fiducia, assumere il ruolo di guida sicura corrisponde all’essere autorevole, assumere un ruolo dominante corrisponde all’essere autoritario. La fiducia è il fattore discriminatorio. Sulla fiducia reciproca si fondano relazioni flessibili e non rigide gerarchie;
trasparenza, perché la comunicazione sia efficace, dev’essere chiara. Significa sia stabilire un contatto con il proprio corpo e coordinare pensieri e movimenti, sia imparare ad accettare e gestire insicurezza, dubbio ed errore; accogliere le emozioni e controllare in modo razionale;
disponibilità, la comunicazione non è unilaterale ma deve fondarsi sullo scambio: fatto di richieste, ascolto, sensibilità, attenzione;
armonia, rispetto dei ritmi di vita e dei tempi diapprendimento
flessibilità, saper riconoscere e cogliere le occasioni di apprendimento e crescita senza porre resistenze a errori e rifiuti di sé e degli altri.